Studi e Ricerche

I presenti documenti sono redatti dall’Ufficio Retail Research della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e sono destinati agli investitori privati.

BTP deboli, in attesa di Fitch

Temi della giornata

- Macro: la stima finale conferma che il PIL tedesco non è cresciuto nel 4° trimestre del 2018: 0,0% t/t la variazione.
- Azionario: prese di profitto caratterizzano l’andamento di ieri di Wall Street, in un clima di maggiori preoccupazioni sulla crescita economica internazionale.
- Risorse di base: in marginale rialzo in Europa, attendono l'esito dei colloqui USA-Cina; quotazioni petrolifere prossime ai massimi del 2019, scorte EIA in accumulo ma benzine in calo.

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Cala l’IFO tedesco a febbraio

Temi della giornata

- Azionario: Borse positive nonostante la delusione sul dato IFO tedesco.
- Titoli di stato: BTP negativi sul secondario ma domanda robusta per i collocamenti della mattina. Ora gli occhi sono puntati su Fitch.
- Risorse di base: in rialzo in apertura di Wall Street, complice la ripresa dei colloqui USA/Cina; quotazioni petrolifere ai massimi del 2019.

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Delude il PMI manifatturiero tedesco

Temi della giornata

- Focus BCE: i verbali della riunione dello scorso gennaio confermano il rallentamento, i rischi e le incertezze dando appuntamento a marzo mentre la BCE ragiona su un eventuale nuovo TLTRO.
- Azionario: listini europei poco variati a metà seduta.
- Risorse di base: invertono la rotta ed attendono l'esito dei colloqui USA/Cina; quotazioni deboli e lontane dai massimi del 2019, attese per le scorte EIA.

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Settimana dei Mercati

La settimana entrante

Europa: l’indice ZEW sulla fiducia degli investitori di febbraio potrebbe far registrare un marginale recupero; sul morale dovrebbero pesare due fattori contrastanti, da una parte, la performance complessivamente positiva dei mercati finanziari e, dall’altra, le preoccupazioni per la crescita europea. L’indice di fiducia dei consumatori di febbraio stimata dalla Commissione Europea potrebbe risultare in marginale crescita dopo che a gennaio ha interrotto il trend di calo in atto negli ultimi mesi del 2018. La seconda stima del PIL tedesco per il 4° trimestre del 2018 dovrebbe confermare la lettura preliminare di stagnazione e delineare i contributi delle varie componenti alla crescita. Risultati societari: BHP Billiton, Groupe Danone, HSBC Holdings, Ageas, Iberdrola, Axa, Barclays, Deutsche Telekom, Orange, Telefónica.

Italia: i dati sugli ordinativi e sul fatturato industriale di dicembre dovrebbero concludere il quadro circa l’attività nell’ultimo mese del 2019. Risultati societari: Snam, Tenaris, Telecom Italia.

USA: i verbali della riunione del FOMC di gennaio dovrebbero fornire maggiori indicazioni circa le valutazioni dei membri del Comitato sulla decisione della Fed per una pausa nel percorso di rialzo dei tassi. L’indice di fiducia della Philadelphia Fed potrebbe correggere a febbraio, in scia alle rigide condizioni meteo che hanno colpito il paese ma, nel complesso, è previsto rimanere su livelli espansivi. Gli ordini di beni durevoli di dicembre sono previsti in aumento, anche quelli al netto dei trasporti dovrebbero tornare a crescere dopo la flessione di novembre. Risultati societari: Wal-Mart Stores.

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Fed e rallentamento globale guidano le valute EMG

  • Data pubblicazione 14.02.2019
  • Valute
La chiave di volta per le asset class relative ai Paesi emergenti è stata la decisione della Fed di annunciare una pausa nella fase di rialzi dei tassi assumendo un atteggiamento flessibile e data dependent. L’orientamento più espansivo della Fed ha avuto un impatto positivo sul debito emergente, che tipicamente soffre delle fasi di rialzi dei tassi USA (ancor più che del rafforzamento del dollaro). Le prospettive restano legate allo scenario globale di rallentamento contenuto, che dovrebbero premiare i paesi che offrono un extra-rendimento, soprattutto se dai fondamentali (con l’estero in primis) solidi.

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USD: Cambio di rotta per la Fed

  • Data pubblicazione 23.01.2019
  • Valute
Le prospettive per la valuta statunitense e nel complesso per gli asset finanziari e per lo scenario macroeconomico statunitense sono profondamente cambiate nelle ultime settimane. L’atteso rallentamento a livello mondiale, l’incertezza sulle relazioni commerciali con la Cina e una fisiologica correzione di un ciclo lungo un decennio, anche per il venir meno del supporto fiscale e monetario, lasciano prevedere un rallentamento economico che si potrebbe tradurre in una flessione dei rendimenti dei bond e in un indebolimento della valuta. D’altra parte, la prontezza della Fed nel segnalare cautela sul proseguimento del ciclo di rialzi, che dovrebbe prevedere ancora solo un incremento nel 2019, e la flessibilità hanno tranquillizzato i mercati e compresso la volatilità sia sui bond che sul dollaro. Considerando che la BCE potrebbe invece proseguire nella sua volontà di riduzione dello stimolo monetario durante l’anno in corso, riteniamo possibile un indebolimento del dollaro nei confronti dell’euro, ma graduale e molto contenuto, con il cambio EUR/USD che è atteso, secondo le nostre previsioni, a 1,14 a 1 mese e a 3 mesi, a 1,16 a 6 mesi, 1,17 a 12 mesi e 1,24 a 24 mesi. Il consenso punta invece su un indebolimento del dollaro rispetto all’euro decisamente più robusto e soprattutto ravvicinato nel tempo.

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CNY: la crescita rallenta, yuan in lento deprezzamento

  • Data pubblicazione 19.12.2018
  • Valute
La crescita cinese è in rallentamento ma dovrebbe trovare il supporto delle politiche fiscale, industriale e monetaria che sono attese essere espansive. L’incognita principale allo scenario resta la guerra dei dazi con gli Stati Uniti. A meno di sorprese, soprattutto su quest’ultimo fronte, lo yuan dovrebbe subire una fase di deprezzamento modesto contro dollaro nel corso del prossimo anno, secondo le nostre previsioni. La view di consenso appare più ottimistica con un possibile apprezzamento della divisa cinese nei confronti del dollaro USA. Contro euro le previsioni sono fortemente condizionate dalle aspettative sul cambio EUR/USD.

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Appuntamento con i Mercati - I mercati finanziari e l'incertezza politica nell'eurozona - VIDEO

Appuntamento con i Mercati - Mercato obbligazionario torna a scaldarsi: analisi e previsioni per il 2017 - VIDEO

BTP Italia: al via la decima emissione

A pochi giorni dalla scadenza del primo BTP Italia, emesso nel 2012, torna questa tipologia di titoli di Stato, indicizzati al tasso di inflazione nazionale. I primi tre giorni, da lunedì 17 a mercoledì 19 ottobre, saranno riservati ai risparmiatori individuali ed affini, mentre agli investitori istituzionali è riservata la mattinata del 20 ottobre.
Le principali caratteristiche di questi titoli sono: (1) la rivalutazione del capitale con cadenza semestrale; (2) l’indicizzazione all’inflazione italiana e non europea; (3) il collocamento tramite MOT; (4) la protezione dalla deflazione non solo per il capitale ma anche per la cedola e (5) il premio fedeltà per investitori retail che detengono il titolo fino alla scadenza. Resta immutata la novità introdotta nel collocamento di aprile 2014 dell’apertura agli investitori istituzionali, per i quali il collocamento avverrà nella mattina dell’ultimo giorno e potrebbe prevedere un riparto, nel caso in cui il totale degli ordini ricevuti risulti superiore all’offerta stabilita dal Tesoro. Al contrario, per la clientela dei piccoli risparmiatori e affini non sarà applicato alcun tetto massimo, ma i giorni di collocamento potranno essere ridotti a due in caso di chiusura anticipata, come in precedenza. Si conferma la durata di 8 anni, proposta per la prima volta nell’unica emissione del 2015, dai 6 anni dei due collocamenti del 2014.
Con riferimento allo scenario di evoluzione dei prezzi da oggi a ottobre 2024, l’inflazione media annua italiana dovrebbe essere intorno all’1,5%. La cedola reale minima garantita è stata fissata allo 0,35%; la cedola reale effettiva non potrà essere inferiore. Il rendimento nominale lordo, che si trova in prima approssimazione sommando il rendimento reale garantito all’inflazione di periodo attesa, potrebbe essere quindi in area 1,8%.
Considerando gli strumenti alternativi, nominali (BTP 4,5% marzo 2024) e reali (BTPei settembre 2024 indicizzato all’inflazione europea), la valutazione relativa al BTP Italia appare attraente, avendo un’inflazione di break-even (sopra la quale conviene detenere il BTP Italia rispetto agli altri strumenti) di poco superiore allo 0,6%, decisamente più bassa delle nostre previsioni per l’arco temporale di riferimento (8 anni) e leggermente inferiore a quella incorporata nel corrispondente titolo indicizzato all’inflazione europea (sempre in area 0,7%). Detto in altre parole, rispetto a un ipotetico rendimento nominale in area 1,8% (cedolare reale + inflazione attesa) del BTP Italia, il nominale di riferimento scambia oggi intorno all’1,11%. Considerando invece gli strumenti analoghi, ossia gli altri BTP Italia scambiati sul secondario, e ipotizzando una cedola pari alla cedola minima, il nuovo BTP Italia appare in linea con la precedente emissione di aprile 2016.

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OPEC: nessun accordo sul tetto alla produzione ma il petrolio tiene

La riunione dell’OPEC di giovedì 2 giugno si è conclusa senza alcun cambiamento nella politica produttiva. I ministri del petrolio dei Paesi membri del Cartello non hanno raggiunto alcun tipo di consenso sulla regolamentazione del prezzo e della fornitura di greggio, che resta intorno ai 32,5 milioni di barili al giorno: un risultato che ha innescato un calo molto contenuto delle quotazioni petrolifere, che rimangono in un trend positivo. La decisione di non fare nulla cade però in una fase di mercato che sembra comunque mantenere il tono positivo: WTI e Brent, scesi dell’80% fino al minimo a 12 anni segnato a gennaio, hanno recuperato molto nelle ultime settimane (+30% da inizio 2016). Gli operatori appaiono parzialmente rassicurati dall’impegno dell'Arabia Saudita a non inondare il mercato di nuova produzione, limitandosi a confermare l'attuale offerta.

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Fallisce il vertice di Doha, tutto rimandato a giugno

Il veto saudita e l’intransigenza iraniana hanno minato sul nascere qualsiasi accordo. L'Arabia Saudita ha mantenuto la propria posizione intransigente legando il buon esito dell’accordo alla partecipazione anche di Teheran. Lo scenario per il futuro appare incerto: l'assenza di un'intesa potrebbe far stornare ulteriormente i prezzi, azzerando tutto l’effetto positivo generato dall’attesa sul meeting Doha. La nostra sensazione è che per sbloccare questa situazione sia necessario che si formi una fronda di Paesi, anche d’influenza araba, che possa provare a contrastare, nell’OPEC, la scelta saudita, cercando poi all’esterno del Cartello ulteriori alleanze, in primis con la Russia, che possano imprimere un cambio di rotta sulla politica dei prezzi.

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Focus Settore Auto

  • Data pubblicazione 16.03.2016
  • Azioni
Il comparto resta attraente soprattutto sotto il profilo di probabili aggregazioni che darebbero luogo a sinergie di rilievo. Le attese di crescita del fatturato si presentano disomogenee per area geografica: attesi incrementi in Europa, mentre permangono le difficoltà per i paesi latino-americani e in particolare in Brasile, grande sbocco per alcuni importanti gruppi europei; in rallentamento anche il ritmo di crescita in Cina. Il comparto quota a P/E e multipli di Risultato Operativo a sconto rispetto alla media storica e al benchmark di riferimento, a fronte di crescite del Risultato Operativo a doppia cifra per l’anno in corso e in lieve rallentamento nel 2017, pur mantenendo una crescita importante e un PEG favorevole.

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Amazon

  • Data pubblicazione 30.12.2015
  • Azioni
Amazon rappresenta una delle aziende di maggiore qualità all’interno del settore Internet, con una costante capacità di innovazione e con prospettive di crescita in grado di consolidare e aumentare la propria quota nel mercato dell’e-commerce internazionale. Amazon ha registrato ancora una volta risultati societari superiori alle attese, con i dati del 3° trimestre che sono stati trainati dalle vendite registrate con la promozione “Prime” e dal deciso rialzo del segmento cloud; quest’ultima divisione presenta la più elevata marginalità rispetto al business tradizionale di e-commerce. In termini di P/E, Amazon quota a forte premio rispetto ai principali competitor per il biennio 2016-17, a fronte di stime di crescita degli utili da parte del consenso in deciso rialzo. Tra i rischi annoveriamo la quotazione a premio rispetto ai competitor, il contesto competitivo e la correlazione, seppur contenuta, con l’andamento dei mercati azionari in generale.

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Focus Aggiornamento Emittenti

KPN (S&P: BBB-/Stabile; Moody’s Baa3/Stabile; Fitch: BBB-/Positivo)

KPN è una società di telecomunicazioni olandese attiva con una posizione di leadership sul mercato domestico e in Germania attraverso la controllata Telefonica Deutschland. Il mercato olandese, per quanto modesto in termini dimensionali e fortemente competitivo, rappresenta un’area-chiave per il Gruppo che, nell’ultimo trimestre ha realizzato risultati nel complesso soddisfacenti e superiori alle attese. Nel corso del 2015 KPN ha provveduto ad effettuare alcune cessioni e ha promosso una politica finanziaria piuttosto favorevole agli azionisti. Dopo la diffusione dei dati del terzo trimestre, il management ha confermato il proprio outlook per il 2015 e ha ribadito la ferma volontà di mantenere un rating in area Investment Grade.

ORANGE (S&P: BBB+/Negativo; Moody’s: Baa1/Stabile; Fitch: BBB+/Stabile)

I primi nove mesi del 2015 hanno evidenziato un nuovo aumento delle utenze per il gruppo di telecomunicazioni (ex France Telecom) con un consolidamento delle quote sul mercato domestico e elevati tassi di crescita nei paesi emergenti. All’attento contenimento dei costi operativi il gruppo somma la scelta strategica di sostenere ingenti investimenti per lo sviluppo e il miglioramento delle proprie reti. Il terzo trimestre del 2015 ha visto una dinamica commerciale favorevole per il gruppo telefonico, grazie al consolidamento delle nuove controllate in Spagna e Marocco, mentre meno positiva è stata l’evoluzione dell’EBITDA rettificato. Pur operando mercati fortemente competitivi, , Orange ha confermato la guidance per i ricavi nel 2015 e mantiene una posizione finanziaria conservativa, tale da garantire al Gruppo un profilo di rating stabile.

 

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Parmalat

  • Data pubblicazione 12.11.2015
  • Azioni
Il gruppo Parmalat opera a livello internazionale nella produzione e distribuzione di alimenti, quali il latte e i suoi derivati e le bevande a base di frutta. La presenza geografica differenziata del Gruppo e la politica di acquisizioni intrapresa globalmente permettono di controbilanciare i trend di decrescita in alcune aree con la stabilità o la crescita in altri mercati. Tuttavia, l’ingresso in tempi ravvicinati in diverse realtà di paesi in cui l'economia locale è peggiorata in modo significativo sta penalizzando i risultati della società. Parmalat ha chiuso i primi 9 mesi 2015 con una flessione del 25,1% a/a dell’utile a 108,1 milioni di euro e con un fatturato in crescita del 19,5% a 4,74 mld di euro. Avviamo la copertura del titolo con un giudizio Neutrale.

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Focus Aggiornamento Emittenti

DEUTSCHE TELEKOM
Si comunica la chiusura della copertura di Deutsche Telekom. L’ultimo commento pubblicato sull’emittente è disponibile all’interno della pubblicazione Mensile Obbligazioni del 14.11.2014.

BARCLAYS
La banca inglese Barclays è uno tra i principali gruppi finanziari a livello mondiale, con una posizione competitiva forte sul mercato britannico ed una presenza geograficamente diversificata in 50 Paesi. Il gruppo, negli ultimi anni, ha avviato un importante processo di trasformazione per adeguarsi alla nuova legislazione (ring-fencing) che prevede la separazione delle attività di investment banking da quelle bancarie tradizionali.

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Testo modificato il: 11.04.2015