Studi e Ricerche

I presenti documenti sono redatti dall’Ufficio Retail Research della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e sono destinati agli investitori privati.

Mercati in attesa di Powell

Temi della giornata
- Azionario: listini europei caratterizzati da generalizzati rialzi in un contesto ancora di volumi contenuti.
- Titoli di stato: tassi cauti in attesa del discorso del presidente della Fed Powell, mentre i verbali della BCE anticipano un probabile pacchetto di misure espansive in settembre.
- Cambi: dollaro in recupero, EUR/USD torna in area 1,1070.

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Attesa per Powell

Temi della giornata

- Focus: verbali di Fed e BCE.
- Macro: migliori delle previsioni gli indici di fiducia per agosto delle imprese in Europa.
- Azionario: listini europei contrastati con il FTSEMIB che sovraperforma registrando un nuovo massimo dell’ultimo mese.

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ARS: Tornano sotto pressione gli asset argentini, pesano i rischi politici

  • Data pubblicazione 13.08.2019
  • Valute
Torna la tensione sui mercati in Argentina dopo i risultati delle primarie che hanno espresso la forza relativa dei candidati per le elezioni presidenziali in programma per il prossimo 27 ottobre. Il favorito è ora il candidato di opposizione Alberto Fernandez che presenta come suo vice l’ex presidente argentina Cristina Kirchner. Il presidente uscente Macri ha raccolto il 33% dei voti a fronte del 49% di Fernandez. I mercati finanziari hanno reagito negativamente ai risultati in scia al maggior rischio politico, temendo un’inversione del percorso di riforma avviato da Macri e un tentativo di rinegoziazione degli impegni che il presidente uscente ha concordato con il Fondo Monetario Internazionale.

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In scia alla Fed, le Banche centrali dei Paesi emergenti tagliano il costo del denaro

  • Data pubblicazione 07.08.2019
  • Valute
La recente svolta espansiva della Federal Reserve statunitense ha permesso alle Banche centrali dei Paesi emergenti, che tra il 2018 e i primi mesi del 2019 avevano lasciato i tassi invariati o li avevano alzati, di allentare le proprie politiche monetarie e di operare una serie di tagli del costo del denaro non solo in risposta a fattori interni, ma anche in scia all’intensificarsi delle tensioni sul piano commerciale e dell’aumento dei rischi verso il basso per lo scenario di crescita globale.

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Settimana dei Mercati

La settimana entrante

Europa: le stime finali degli indici PMI composito e dei servizi confermano i segnali di rallentamento per la dinamica dei servizi che, nonostante gli indici relativi si mantengano ancora in territorio espansivo, iniziano a risentire della debolezza manifatturiera. I dati di giugno dovrebbero evidenziare un calo della produzione industriale in Germania e Francia rispetto al mese precedente, quando in entrambi i paesi l’attività era tornata a crescere. Risultati societari: Ageas, E.ON, HSBC.

Italia: in crescita più delle attese l’indice PMI dei servizi di luglio, che conferma una salute del settore migliore rispetto alla manifattura, grazie soprattutto alla domanda interna. La stima finale dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato di luglio dovrebbe confermare la lettura preliminare per un’inflazione a 0,4% a/a, in calo da 0,8% a/a del mese precedente. Risultati societari: Banca Popolare Emilia Romagna, Società Cattolica di Assicurazioni, Finecobank, Tod’s, UniCredit.

USA: l’indice ISM non-manifatturiero di luglio è previsto in modesto miglioramento dopo il calo registrato nel mese precedente, in linea con le indicazioni emerse dalle indagini delle Fed regionali. La dinamica dei servizi dovrebbe rimanere in territorio espansivo e risentire in misura inferiore rispetto alla manifattura delle tensioni commerciali. Risultati societari: Walt Disney.

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Le parole di Trump scuotono i mercati

Temi della giornata

- Macro: Trump annuncia nuovi dazi sull’import cinese; attesa per l’Employment Report di luglio.
- Azionario: i nuovi dazi annunciati da Trump penalizzano i listini azionari mondiali.
- Cambi: le tensioni sulla guerra commerciale spingono gli operatori verso le valute rifugio come yen e franco svizzero; prosegue la debolezza della sterlina dopo la BoE di ieri.

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L’esplicita posizione espansiva della Fed deprezza l’USD

  • Data pubblicazione 25.06.2019
  • Valute
La Fed si è unita al coro delle altre Banche centrali nel mettere in evidenza la necessità di un ulteriore stimolo monetario per rivitalizzare la crescita domestica e quella globale. Il dollaro ha finalmente ceduto terreno dopo le parole della Fed: la posizione più esplicita di Powell ha così evitato la situazione verificatasi dopo il meeting di maggio, quando la divisa USA si era addirittura apprezzata rispetto a gran parte delle sue controparti valutarie per una serie di ragioni, tra cui il fatto che la prudente dichiarazione espansiva di allora aveva innescato decisioni analoghe anche da parte di altre Banche centrali, prima fra tutte la BCE, neutralizzando di fatto gli effetti sul dollaro. In virtù delle due posizioni di Fed e BCE, le nostre previsioni sul cambio vedono l’EUR/USD a: 1,12 a 1 mese; 1,13 a 3 mesi; 1,14 a 6 mesi;1,17 a 12 mesi e 1,20 a 24 mesi.

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Appuntamento con i Mercati - I mercati finanziari e l'incertezza politica nell'eurozona - VIDEO

Appuntamento con i Mercati - Mercato obbligazionario torna a scaldarsi: analisi e previsioni per il 2017 - VIDEO

BTP Italia: al via la decima emissione

A pochi giorni dalla scadenza del primo BTP Italia, emesso nel 2012, torna questa tipologia di titoli di Stato, indicizzati al tasso di inflazione nazionale. I primi tre giorni, da lunedì 17 a mercoledì 19 ottobre, saranno riservati ai risparmiatori individuali ed affini, mentre agli investitori istituzionali è riservata la mattinata del 20 ottobre.
Le principali caratteristiche di questi titoli sono: (1) la rivalutazione del capitale con cadenza semestrale; (2) l’indicizzazione all’inflazione italiana e non europea; (3) il collocamento tramite MOT; (4) la protezione dalla deflazione non solo per il capitale ma anche per la cedola e (5) il premio fedeltà per investitori retail che detengono il titolo fino alla scadenza. Resta immutata la novità introdotta nel collocamento di aprile 2014 dell’apertura agli investitori istituzionali, per i quali il collocamento avverrà nella mattina dell’ultimo giorno e potrebbe prevedere un riparto, nel caso in cui il totale degli ordini ricevuti risulti superiore all’offerta stabilita dal Tesoro. Al contrario, per la clientela dei piccoli risparmiatori e affini non sarà applicato alcun tetto massimo, ma i giorni di collocamento potranno essere ridotti a due in caso di chiusura anticipata, come in precedenza. Si conferma la durata di 8 anni, proposta per la prima volta nell’unica emissione del 2015, dai 6 anni dei due collocamenti del 2014.
Con riferimento allo scenario di evoluzione dei prezzi da oggi a ottobre 2024, l’inflazione media annua italiana dovrebbe essere intorno all’1,5%. La cedola reale minima garantita è stata fissata allo 0,35%; la cedola reale effettiva non potrà essere inferiore. Il rendimento nominale lordo, che si trova in prima approssimazione sommando il rendimento reale garantito all’inflazione di periodo attesa, potrebbe essere quindi in area 1,8%.
Considerando gli strumenti alternativi, nominali (BTP 4,5% marzo 2024) e reali (BTPei settembre 2024 indicizzato all’inflazione europea), la valutazione relativa al BTP Italia appare attraente, avendo un’inflazione di break-even (sopra la quale conviene detenere il BTP Italia rispetto agli altri strumenti) di poco superiore allo 0,6%, decisamente più bassa delle nostre previsioni per l’arco temporale di riferimento (8 anni) e leggermente inferiore a quella incorporata nel corrispondente titolo indicizzato all’inflazione europea (sempre in area 0,7%). Detto in altre parole, rispetto a un ipotetico rendimento nominale in area 1,8% (cedolare reale + inflazione attesa) del BTP Italia, il nominale di riferimento scambia oggi intorno all’1,11%. Considerando invece gli strumenti analoghi, ossia gli altri BTP Italia scambiati sul secondario, e ipotizzando una cedola pari alla cedola minima, il nuovo BTP Italia appare in linea con la precedente emissione di aprile 2016.

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OPEC: nessun accordo sul tetto alla produzione ma il petrolio tiene

La riunione dell’OPEC di giovedì 2 giugno si è conclusa senza alcun cambiamento nella politica produttiva. I ministri del petrolio dei Paesi membri del Cartello non hanno raggiunto alcun tipo di consenso sulla regolamentazione del prezzo e della fornitura di greggio, che resta intorno ai 32,5 milioni di barili al giorno: un risultato che ha innescato un calo molto contenuto delle quotazioni petrolifere, che rimangono in un trend positivo. La decisione di non fare nulla cade però in una fase di mercato che sembra comunque mantenere il tono positivo: WTI e Brent, scesi dell’80% fino al minimo a 12 anni segnato a gennaio, hanno recuperato molto nelle ultime settimane (+30% da inizio 2016). Gli operatori appaiono parzialmente rassicurati dall’impegno dell'Arabia Saudita a non inondare il mercato di nuova produzione, limitandosi a confermare l'attuale offerta.

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Fallisce il vertice di Doha, tutto rimandato a giugno

Il veto saudita e l’intransigenza iraniana hanno minato sul nascere qualsiasi accordo. L'Arabia Saudita ha mantenuto la propria posizione intransigente legando il buon esito dell’accordo alla partecipazione anche di Teheran. Lo scenario per il futuro appare incerto: l'assenza di un'intesa potrebbe far stornare ulteriormente i prezzi, azzerando tutto l’effetto positivo generato dall’attesa sul meeting Doha. La nostra sensazione è che per sbloccare questa situazione sia necessario che si formi una fronda di Paesi, anche d’influenza araba, che possa provare a contrastare, nell’OPEC, la scelta saudita, cercando poi all’esterno del Cartello ulteriori alleanze, in primis con la Russia, che possano imprimere un cambio di rotta sulla politica dei prezzi.

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Focus Settore Auto

  • Data pubblicazione 16.03.2016
  • Azioni
Il comparto resta attraente soprattutto sotto il profilo di probabili aggregazioni che darebbero luogo a sinergie di rilievo. Le attese di crescita del fatturato si presentano disomogenee per area geografica: attesi incrementi in Europa, mentre permangono le difficoltà per i paesi latino-americani e in particolare in Brasile, grande sbocco per alcuni importanti gruppi europei; in rallentamento anche il ritmo di crescita in Cina. Il comparto quota a P/E e multipli di Risultato Operativo a sconto rispetto alla media storica e al benchmark di riferimento, a fronte di crescite del Risultato Operativo a doppia cifra per l’anno in corso e in lieve rallentamento nel 2017, pur mantenendo una crescita importante e un PEG favorevole.

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Amazon

  • Data pubblicazione 30.12.2015
  • Azioni
Amazon rappresenta una delle aziende di maggiore qualità all’interno del settore Internet, con una costante capacità di innovazione e con prospettive di crescita in grado di consolidare e aumentare la propria quota nel mercato dell’e-commerce internazionale. Amazon ha registrato ancora una volta risultati societari superiori alle attese, con i dati del 3° trimestre che sono stati trainati dalle vendite registrate con la promozione “Prime” e dal deciso rialzo del segmento cloud; quest’ultima divisione presenta la più elevata marginalità rispetto al business tradizionale di e-commerce. In termini di P/E, Amazon quota a forte premio rispetto ai principali competitor per il biennio 2016-17, a fronte di stime di crescita degli utili da parte del consenso in deciso rialzo. Tra i rischi annoveriamo la quotazione a premio rispetto ai competitor, il contesto competitivo e la correlazione, seppur contenuta, con l’andamento dei mercati azionari in generale.

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Focus Aggiornamento Emittenti

KPN (S&P: BBB-/Stabile; Moody’s Baa3/Stabile; Fitch: BBB-/Positivo)

KPN è una società di telecomunicazioni olandese attiva con una posizione di leadership sul mercato domestico e in Germania attraverso la controllata Telefonica Deutschland. Il mercato olandese, per quanto modesto in termini dimensionali e fortemente competitivo, rappresenta un’area-chiave per il Gruppo che, nell’ultimo trimestre ha realizzato risultati nel complesso soddisfacenti e superiori alle attese. Nel corso del 2015 KPN ha provveduto ad effettuare alcune cessioni e ha promosso una politica finanziaria piuttosto favorevole agli azionisti. Dopo la diffusione dei dati del terzo trimestre, il management ha confermato il proprio outlook per il 2015 e ha ribadito la ferma volontà di mantenere un rating in area Investment Grade.

ORANGE (S&P: BBB+/Negativo; Moody’s: Baa1/Stabile; Fitch: BBB+/Stabile)

I primi nove mesi del 2015 hanno evidenziato un nuovo aumento delle utenze per il gruppo di telecomunicazioni (ex France Telecom) con un consolidamento delle quote sul mercato domestico e elevati tassi di crescita nei paesi emergenti. All’attento contenimento dei costi operativi il gruppo somma la scelta strategica di sostenere ingenti investimenti per lo sviluppo e il miglioramento delle proprie reti. Il terzo trimestre del 2015 ha visto una dinamica commerciale favorevole per il gruppo telefonico, grazie al consolidamento delle nuove controllate in Spagna e Marocco, mentre meno positiva è stata l’evoluzione dell’EBITDA rettificato. Pur operando mercati fortemente competitivi, , Orange ha confermato la guidance per i ricavi nel 2015 e mantiene una posizione finanziaria conservativa, tale da garantire al Gruppo un profilo di rating stabile.

 

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Parmalat

  • Data pubblicazione 12.11.2015
  • Azioni
Il gruppo Parmalat opera a livello internazionale nella produzione e distribuzione di alimenti, quali il latte e i suoi derivati e le bevande a base di frutta. La presenza geografica differenziata del Gruppo e la politica di acquisizioni intrapresa globalmente permettono di controbilanciare i trend di decrescita in alcune aree con la stabilità o la crescita in altri mercati. Tuttavia, l’ingresso in tempi ravvicinati in diverse realtà di paesi in cui l'economia locale è peggiorata in modo significativo sta penalizzando i risultati della società. Parmalat ha chiuso i primi 9 mesi 2015 con una flessione del 25,1% a/a dell’utile a 108,1 milioni di euro e con un fatturato in crescita del 19,5% a 4,74 mld di euro. Avviamo la copertura del titolo con un giudizio Neutrale.

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Focus Aggiornamento Emittenti

DEUTSCHE TELEKOM
Si comunica la chiusura della copertura di Deutsche Telekom. L’ultimo commento pubblicato sull’emittente è disponibile all’interno della pubblicazione Mensile Obbligazioni del 14.11.2014.

BARCLAYS
La banca inglese Barclays è uno tra i principali gruppi finanziari a livello mondiale, con una posizione competitiva forte sul mercato britannico ed una presenza geograficamente diversificata in 50 Paesi. Il gruppo, negli ultimi anni, ha avviato un importante processo di trasformazione per adeguarsi alla nuova legislazione (ring-fencing) che prevede la separazione delle attività di investment banking da quelle bancarie tradizionali.

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Testo modificato il: 11.04.2015