Studi e Ricerche

I presenti documenti sono redatti dall’Ufficio Retail Research della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e sono destinati agli investitori privati.

Listini europei positivi in apertura

Temi della giornata
- Azionario: Wall Street interrompe la serie negativa delle ultime giornate grazie alle ricoperture su Tecnologici e Petroliferi.
- Titoli di Stato: BTP marginalmente positivi in apertura; in arrivo stasera la comunicazione della cedola reale minima garantita per il BTP Italia.
- Risorse di base: prosegue il recupero dei prezzi del greggio anche oggi nonostante il sentiment timoroso che ci possa essere un surplus di output in un periodo di rallentamento economico.

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Listini deboli in chiusura di settimana

Temi della giornata

- Azionario: indici in calo, sovraperformance della piazza di Zurigo.

- Risorse di base: prosegue il recupero delle commodity guidato dal rialzo dei prezzi del greggio, nonostante il surplus di output in un periodo di rallentamento economico.

- Cambi: la sterlina prosegue il recupero avviato in mattinata, il cambio euro/dollaro si muove all'interno di un range ristretto ma pur sempre sopra 1,1350.

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Euro e sterlina deboli per Brexit

Temi della giornata

- Macro: la forza del dollaro limita gli effetti dei dazi sui prezzi all’importazione USA di ottobre.

- Azionario: nuova debolezza per i listini europei su Auto, Bancario e Brexit.

- Risorse di base: prezzi del greggio in marginale recupero, anche se il sentiment resta negativo a causa di un eccesso di offerta in un periodo di probabile rallentamento economico.

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Settimana dei Mercati - 12.11.2018

La settimana entrante

Europa: il PIL tedesco è previsto in rallentamento nel 3° trimestre, trascinato al ribasso dalla contrazione del settore industriale a fronte di fattori che dovrebbero rivelarsi temporanei. In Eurozona il dato di produzione industriale dovrebbe evidenziare una flessione nel mese di settembre. Risultati societari: Bayer, Vodafone Group, Ageas, Alstom, E.On.

Italia: la produzione industriale si è attestata in contrazione di 0,2% m/m a settembre dopo l’incremento di agosto, con un contributo positivo dei beni intermedi a fronte di una marginale correzione per l’energia e una flessione per i beni strumentali e i beni durevoli, che avevano registrato una forte crescita il mese precedente. Il settore dovrebbe aver contribuito negativamente alla crescita del valore aggiunto nel 3° trimestre e le recenti indagini non indicano una significativa accelerazione nei prossimi mesi. Risultati societari: A2A, ERG, Mediaset, Arnoldo Mondadori Editore, Prysmian, Vittoria Assicurazioni.

USA: le indagini regionali relative al settore manifatturiero dovrebbero segnalare una moderazione nel tasso di crescita, rimanendo però in territorio espansivo. Dai dati di inflazione per il mese di ottobre non dovrebbero emergere significative pressioni al rialzo sui prezzi. Produzione industriale e vendite al dettaglio di ottobre dovrebbero esprimere tassi di crescita positivi. Risultati societari: Home Depot, Cisco Systems, Wal-Mart Stores.

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Valute EMG: aumenta la dispersione delle performance

  • Data pubblicazione 10.10.2018
  • Valute
In estate è aumentata la volatilità sugli asset emergenti, in particolare sulle valute, con un’ampia dispersione di performance. Le prospettive per i tassi in local currency resteranno condizionate da diversi fattori (valuta USA, politica monetaria della Fed, evoluzione della guerra dei dazi e prospettive politiche interne ad alcuni Paesi). E’ possibile un ulteriore ampliamento della dispersione di performance che dovrebbe vedere favoriti i Paesi con surplus di partite correnti e con le Banche centrali più proattive.

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Argentina: ampliato l’accordo con il FMI, mercati fiduciosi

  • Data pubblicazione 27.09.2018
  • Valute
Il FMI e l’Argentina hanno raggiunto un nuovo accordo che prevede ulteriori 7 miliardi circa di prestito (oltre i 50 miliardi di dollari inizialmente pattuiti) al Paese in difficoltà economica e finanziaria, con il peso che ha perso quasi il 60% del suo valore nei confronti del dollaro da inizio anno, l’inflazione oltre il 30%, i tassi di riferimento oltre al 60% e un PIL in netta contrazione nel 2° trimestre dell’anno (-4% a/a). Con i tassi così elevati, la necessità di disporre di denaro sufficiente per onorare i crescenti interessi del debito ha spinto il Governo argentino a chiedere di più. Buenos Aires prevede di utilizzare i fondi aggiuntivi a sostegno del suo bilancio in modo da rassicurare gli investitori. Gli asset del Paese, che già avevano recuperato parecchio da inizio settembre grazie alla chiusura dell’accordo iniziale, dopo alcune sedute di rinnovata volatilità, sembrano aver accolto positivamente l’estensione del programma e potrebbero beneficiarne anche nei prossimi mesi.

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TRY: la lira tocca nuovi minimi

  • Data pubblicazione 13.08.2018
  • Valute
La scorsa settimana la valuta turca si è deprezzata, nei confronti del dollaro, più del 20% toccando, sul finale di settimana, il minimo storico di 6,87. Nella sola seduta di venerdì la lira ha perso il 15% e la volatilità implicita della valuta ha raggiunto i massimi dalla crisi del 2008. L’intervento del ministro delle Finanze non sembra avere tranquillizzato i mercati e questa mattina la Banca centrale è intervenuta riducendo i requisiti di riserva per gli Istituti di credito.

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Appuntamento con i Mercati - I mercati finanziari e l'incertezza politica nell'eurozona - VIDEO

Appuntamento con i Mercati - Mercato obbligazionario torna a scaldarsi: analisi e previsioni per il 2017 - VIDEO

BTP Italia: al via la decima emissione

A pochi giorni dalla scadenza del primo BTP Italia, emesso nel 2012, torna questa tipologia di titoli di Stato, indicizzati al tasso di inflazione nazionale. I primi tre giorni, da lunedì 17 a mercoledì 19 ottobre, saranno riservati ai risparmiatori individuali ed affini, mentre agli investitori istituzionali è riservata la mattinata del 20 ottobre.
Le principali caratteristiche di questi titoli sono: (1) la rivalutazione del capitale con cadenza semestrale; (2) l’indicizzazione all’inflazione italiana e non europea; (3) il collocamento tramite MOT; (4) la protezione dalla deflazione non solo per il capitale ma anche per la cedola e (5) il premio fedeltà per investitori retail che detengono il titolo fino alla scadenza. Resta immutata la novità introdotta nel collocamento di aprile 2014 dell’apertura agli investitori istituzionali, per i quali il collocamento avverrà nella mattina dell’ultimo giorno e potrebbe prevedere un riparto, nel caso in cui il totale degli ordini ricevuti risulti superiore all’offerta stabilita dal Tesoro. Al contrario, per la clientela dei piccoli risparmiatori e affini non sarà applicato alcun tetto massimo, ma i giorni di collocamento potranno essere ridotti a due in caso di chiusura anticipata, come in precedenza. Si conferma la durata di 8 anni, proposta per la prima volta nell’unica emissione del 2015, dai 6 anni dei due collocamenti del 2014.
Con riferimento allo scenario di evoluzione dei prezzi da oggi a ottobre 2024, l’inflazione media annua italiana dovrebbe essere intorno all’1,5%. La cedola reale minima garantita è stata fissata allo 0,35%; la cedola reale effettiva non potrà essere inferiore. Il rendimento nominale lordo, che si trova in prima approssimazione sommando il rendimento reale garantito all’inflazione di periodo attesa, potrebbe essere quindi in area 1,8%.
Considerando gli strumenti alternativi, nominali (BTP 4,5% marzo 2024) e reali (BTPei settembre 2024 indicizzato all’inflazione europea), la valutazione relativa al BTP Italia appare attraente, avendo un’inflazione di break-even (sopra la quale conviene detenere il BTP Italia rispetto agli altri strumenti) di poco superiore allo 0,6%, decisamente più bassa delle nostre previsioni per l’arco temporale di riferimento (8 anni) e leggermente inferiore a quella incorporata nel corrispondente titolo indicizzato all’inflazione europea (sempre in area 0,7%). Detto in altre parole, rispetto a un ipotetico rendimento nominale in area 1,8% (cedolare reale + inflazione attesa) del BTP Italia, il nominale di riferimento scambia oggi intorno all’1,11%. Considerando invece gli strumenti analoghi, ossia gli altri BTP Italia scambiati sul secondario, e ipotizzando una cedola pari alla cedola minima, il nuovo BTP Italia appare in linea con la precedente emissione di aprile 2016.

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OPEC: nessun accordo sul tetto alla produzione ma il petrolio tiene

La riunione dell’OPEC di giovedì 2 giugno si è conclusa senza alcun cambiamento nella politica produttiva. I ministri del petrolio dei Paesi membri del Cartello non hanno raggiunto alcun tipo di consenso sulla regolamentazione del prezzo e della fornitura di greggio, che resta intorno ai 32,5 milioni di barili al giorno: un risultato che ha innescato un calo molto contenuto delle quotazioni petrolifere, che rimangono in un trend positivo. La decisione di non fare nulla cade però in una fase di mercato che sembra comunque mantenere il tono positivo: WTI e Brent, scesi dell’80% fino al minimo a 12 anni segnato a gennaio, hanno recuperato molto nelle ultime settimane (+30% da inizio 2016). Gli operatori appaiono parzialmente rassicurati dall’impegno dell'Arabia Saudita a non inondare il mercato di nuova produzione, limitandosi a confermare l'attuale offerta.

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Fallisce il vertice di Doha, tutto rimandato a giugno

Il veto saudita e l’intransigenza iraniana hanno minato sul nascere qualsiasi accordo. L'Arabia Saudita ha mantenuto la propria posizione intransigente legando il buon esito dell’accordo alla partecipazione anche di Teheran. Lo scenario per il futuro appare incerto: l'assenza di un'intesa potrebbe far stornare ulteriormente i prezzi, azzerando tutto l’effetto positivo generato dall’attesa sul meeting Doha. La nostra sensazione è che per sbloccare questa situazione sia necessario che si formi una fronda di Paesi, anche d’influenza araba, che possa provare a contrastare, nell’OPEC, la scelta saudita, cercando poi all’esterno del Cartello ulteriori alleanze, in primis con la Russia, che possano imprimere un cambio di rotta sulla politica dei prezzi.

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Focus Settore Auto

  • Data pubblicazione 16.03.2016
  • Azioni
Il comparto resta attraente soprattutto sotto il profilo di probabili aggregazioni che darebbero luogo a sinergie di rilievo. Le attese di crescita del fatturato si presentano disomogenee per area geografica: attesi incrementi in Europa, mentre permangono le difficoltà per i paesi latino-americani e in particolare in Brasile, grande sbocco per alcuni importanti gruppi europei; in rallentamento anche il ritmo di crescita in Cina. Il comparto quota a P/E e multipli di Risultato Operativo a sconto rispetto alla media storica e al benchmark di riferimento, a fronte di crescite del Risultato Operativo a doppia cifra per l’anno in corso e in lieve rallentamento nel 2017, pur mantenendo una crescita importante e un PEG favorevole.

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Amazon

  • Data pubblicazione 30.12.2015
  • Azioni
Amazon rappresenta una delle aziende di maggiore qualità all’interno del settore Internet, con una costante capacità di innovazione e con prospettive di crescita in grado di consolidare e aumentare la propria quota nel mercato dell’e-commerce internazionale. Amazon ha registrato ancora una volta risultati societari superiori alle attese, con i dati del 3° trimestre che sono stati trainati dalle vendite registrate con la promozione “Prime” e dal deciso rialzo del segmento cloud; quest’ultima divisione presenta la più elevata marginalità rispetto al business tradizionale di e-commerce. In termini di P/E, Amazon quota a forte premio rispetto ai principali competitor per il biennio 2016-17, a fronte di stime di crescita degli utili da parte del consenso in deciso rialzo. Tra i rischi annoveriamo la quotazione a premio rispetto ai competitor, il contesto competitivo e la correlazione, seppur contenuta, con l’andamento dei mercati azionari in generale.

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Focus Aggiornamento Emittenti

KPN (S&P: BBB-/Stabile; Moody’s Baa3/Stabile; Fitch: BBB-/Positivo)

KPN è una società di telecomunicazioni olandese attiva con una posizione di leadership sul mercato domestico e in Germania attraverso la controllata Telefonica Deutschland. Il mercato olandese, per quanto modesto in termini dimensionali e fortemente competitivo, rappresenta un’area-chiave per il Gruppo che, nell’ultimo trimestre ha realizzato risultati nel complesso soddisfacenti e superiori alle attese. Nel corso del 2015 KPN ha provveduto ad effettuare alcune cessioni e ha promosso una politica finanziaria piuttosto favorevole agli azionisti. Dopo la diffusione dei dati del terzo trimestre, il management ha confermato il proprio outlook per il 2015 e ha ribadito la ferma volontà di mantenere un rating in area Investment Grade.

ORANGE (S&P: BBB+/Negativo; Moody’s: Baa1/Stabile; Fitch: BBB+/Stabile)

I primi nove mesi del 2015 hanno evidenziato un nuovo aumento delle utenze per il gruppo di telecomunicazioni (ex France Telecom) con un consolidamento delle quote sul mercato domestico e elevati tassi di crescita nei paesi emergenti. All’attento contenimento dei costi operativi il gruppo somma la scelta strategica di sostenere ingenti investimenti per lo sviluppo e il miglioramento delle proprie reti. Il terzo trimestre del 2015 ha visto una dinamica commerciale favorevole per il gruppo telefonico, grazie al consolidamento delle nuove controllate in Spagna e Marocco, mentre meno positiva è stata l’evoluzione dell’EBITDA rettificato. Pur operando mercati fortemente competitivi, , Orange ha confermato la guidance per i ricavi nel 2015 e mantiene una posizione finanziaria conservativa, tale da garantire al Gruppo un profilo di rating stabile.

 

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Parmalat

  • Data pubblicazione 12.11.2015
  • Azioni
Il gruppo Parmalat opera a livello internazionale nella produzione e distribuzione di alimenti, quali il latte e i suoi derivati e le bevande a base di frutta. La presenza geografica differenziata del Gruppo e la politica di acquisizioni intrapresa globalmente permettono di controbilanciare i trend di decrescita in alcune aree con la stabilità o la crescita in altri mercati. Tuttavia, l’ingresso in tempi ravvicinati in diverse realtà di paesi in cui l'economia locale è peggiorata in modo significativo sta penalizzando i risultati della società. Parmalat ha chiuso i primi 9 mesi 2015 con una flessione del 25,1% a/a dell’utile a 108,1 milioni di euro e con un fatturato in crescita del 19,5% a 4,74 mld di euro. Avviamo la copertura del titolo con un giudizio Neutrale.

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Focus Aggiornamento Emittenti

DEUTSCHE TELEKOM
Si comunica la chiusura della copertura di Deutsche Telekom. L’ultimo commento pubblicato sull’emittente è disponibile all’interno della pubblicazione Mensile Obbligazioni del 14.11.2014.

BARCLAYS
La banca inglese Barclays è uno tra i principali gruppi finanziari a livello mondiale, con una posizione competitiva forte sul mercato britannico ed una presenza geograficamente diversificata in 50 Paesi. Il gruppo, negli ultimi anni, ha avviato un importante processo di trasformazione per adeguarsi alla nuova legislazione (ring-fencing) che prevede la separazione delle attività di investment banking da quelle bancarie tradizionali.

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Testo modificato il: 11.04.2015