Studi e Ricerche

I presenti documenti sono redatti dall’Ufficio Retail Research della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e sono destinati agli investitori privati.

Mercati ben intonati in attesa della BCE

Temi della giornata

- Focus: BCE, occhi puntati su previsioni macro e forward guidance.

- Azionario: nuove distensioni sui rapporti commerciali con Wall Street che però chiude sui minimi di giornata.

- Risorse di base: avvio in moderato rialzo, in un contesto di range laterale.

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BCE: tassi fermi, delinea la forward guidance sul bilancio

La riunione della Banca Centrale Europea (BCE) si è conclusa con un comunicato che sancisce la conclusione del programma di acquisto titoli a fine mese, come ampiamente atteso, e non porta alcuna novità in termini di policy: i tassi restano invariati a -0,40% per i depositi, 0% per il tasso di rifinanziamento principale e 0,2% per il tasso di rifinanziamento marginale. Immutata è anche la forward guidance sui tassi, che resteranno sui livelli attuali non più “per un esteso periodo di tempo” ma “come minimo fino all’estate del 2019”, e in ogni caso quanto necessario per assicurare che l’evoluzione dell’inflazione resti allineata con le attuali aspettative di un sentiero di aggiustamento sostenibile verso il target, ossia a un livello inferiore ma vicino al 2%. In relazione alle misure non convenzionali, la BCE conferma il termine del QE alla fine del 2018 e delinea meglio le sue intenzioni in termini di bilancio, annunciando che la politica dei reinvestimenti continuerà “per un lungo periodo di tempo dopo che inizieranno a salire i tassi di riferimento …e in ogni caso fino a quando sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario”. Con questa affermazione la BCE definisce meglio il periodo di riferimento per mantenere il bilancio stabile: fino alla riunione di fine ottobre l’Istituto dichiarava invece che il bilancio sarebbe rimasto stabile per un lungo periodo di tempo dopo la fine del QE.

Ora l’attenzione si sposta sulle nuove previsioni macroeconomiche dello staff della Banca centrale (che estenderanno l’orizzonte temporale al 2021) e sulle parole di Draghi, con diversi temi aperti in termini di forward guidance: dal primo rialzo sui tassi, alla politica dei reinvestimenti, al tema delle aste di rifinanziamento a lungo termine. Le nuove previsioni macro dovrebbero essere ancora coerenti con un ciclo di rialzi moderati dopo l’estate 2019, con i rischi che potrebbero essere nuovamente valutati come “circa bilanciati”, anche se il comunicato probabilmente segnalerà che è aumentato il grado di incertezza (ricordiamo che a settembre le previsioni della BCE erano, sul triennio 2018-20, 2%,1,8% e 1,7% per il PIL e 1,7% stabile per l’inflazione). Sul tema del bilancio pensiamo che la BCE non abbia urgenza di modificare la guidance sui riacquisti, ma non è escluso che avvii il dibattito già questa settimana mentre, con la scadenza della prima delle TLTRO II che si avvicina, pensiamo che per marzo prossimo la Banca possa annunciare un’ultima asta-ponte della durata di due anni a condizioni meno agevolate, per consentire alle banche di tornare alla normalità, considerate anche le modifiche regolamentari in corso. Secondo fonti Reuters (05.12.2018) sembrerebbe che la BCE stia valutando la possibilità di offrire aste a più lungo termine (oltre i 3 mesi) come una facility permanente.

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Si accentua il rialzo dei listini

Temi della giornata
- Azionario: prosegue il rimbalzo dei listini europei in un clima più disteso sui dazi.
- Titoli di stato: BTP positivi mentre prosegue il dialogo tra Roma e la UE.
- Cambi: la sterlina risente dell'incertezza politica perdendo terreno contro tutte le valute, la May rischia la sfiducia del suo partito.

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Settimana dei Mercati - 10.12.2018

La settimana entrante

Europa: con il focus che sarà la riunione della BCE, sul fronte dei dati, l’indice ZEW sulle attese dovrebbe segnalare un nuovo calo di fiducia in Germania e nella zona euro mentre l’indice PMI composito per dicembre dovrebbe stabilizzarsi intorno a 52,8. I dati sul commercio estero tedesco, già pubblicati, offrono indicazioni di un buon recupero dell’export, dopo la debolezza estiva. Le indicazioni preliminari degli indici PMI per dicembre dovrebbero segnalare una stabilizzazione della fiducia poco sopra 50 in Germania, in Francia e nell’intera area euro.

Italia: la produzione industriale mette a segno un recupero seppur marginale a ottobre, dopo il calo di settembre mentre sono attesi in settimana i dati su ordini e fatturato per ottobre. L’inflazione finale dovrebbe essere confermata a 1,7%.

USA: a novembre, l’inflazione riteniamo risentirà del crollo del prezzo del greggio: il CPI dovrebbe essere fermo m/m, mentre l’indice core dovrebbe aumentare in linea con il trend (+0,2% m/m); anche il PPI dovrebbe rivelarsi stabile m/m. La produzione industriale di novembre è attesa in aumento di 0,3% m/m e le vendite al dettaglio dovrebbero crescere di 0,2% m/m, frenate dal calo del prezzo della benzina.

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USD: crescita e politica monetaria le variabili chiave

  • Data pubblicazione 21.11.2018
  • Valute
Pensiamo che la strategia di Trump volta a criticare la Fed, accusata di una politica troppo aggressiva sul costo del denaro, verrà riproposta puntualmente al fine di ottenere il risultato di smussare gli effetti rialzisti sulla valuta USA. In sintesi, se prevarrà l’effetto Fed il dollaro potrebbe apprezzarsi ulteriormente, viceversa se prevarrà la politica di Trump volta ad accrescere le tensioni sul commercio globale, è probabile che il dollaro possa invece apprezzarsi meno del previsto. Di contro, la fase di incertezza in Europa appare legata alle difficoltà sulla Brexit, al rallentamento economico generalizzato e ai dubbi sulle scelte economiche in Italia. Aspetti che non sembrano penalizzare la valuta unica visto che il cambio euro/dollaro trova molte resistenze a scendere sotto 1,12; tale contesto conferma le nostre previsioni di un possibile consolidamento dell'euro contro dollaro, in una fase in cui anche la BCE, seppur con qualche titubanza, si appresta a concludere la propria politica monetaria espansiva, forse con troppo anticipo rispetto alle condizioni economiche dell'Eurozona. Il cambio EUR/USD è atteso a 1,13 a 1 mese e 1,14 a 3 mesi, a 1,15 a 6 mesi, 1,18 a 12 mesi e 1,24 a 24 mesi.

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Valute EMG: aumenta la dispersione delle performance

  • Data pubblicazione 10.10.2018
  • Valute
In estate è aumentata la volatilità sugli asset emergenti, in particolare sulle valute, con un’ampia dispersione di performance. Le prospettive per i tassi in local currency resteranno condizionate da diversi fattori (valuta USA, politica monetaria della Fed, evoluzione della guerra dei dazi e prospettive politiche interne ad alcuni Paesi). E’ possibile un ulteriore ampliamento della dispersione di performance che dovrebbe vedere favoriti i Paesi con surplus di partite correnti e con le Banche centrali più proattive.

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Argentina: ampliato l’accordo con il FMI, mercati fiduciosi

  • Data pubblicazione 27.09.2018
  • Valute
Il FMI e l’Argentina hanno raggiunto un nuovo accordo che prevede ulteriori 7 miliardi circa di prestito (oltre i 50 miliardi di dollari inizialmente pattuiti) al Paese in difficoltà economica e finanziaria, con il peso che ha perso quasi il 60% del suo valore nei confronti del dollaro da inizio anno, l’inflazione oltre il 30%, i tassi di riferimento oltre al 60% e un PIL in netta contrazione nel 2° trimestre dell’anno (-4% a/a). Con i tassi così elevati, la necessità di disporre di denaro sufficiente per onorare i crescenti interessi del debito ha spinto il Governo argentino a chiedere di più. Buenos Aires prevede di utilizzare i fondi aggiuntivi a sostegno del suo bilancio in modo da rassicurare gli investitori. Gli asset del Paese, che già avevano recuperato parecchio da inizio settembre grazie alla chiusura dell’accordo iniziale, dopo alcune sedute di rinnovata volatilità, sembrano aver accolto positivamente l’estensione del programma e potrebbero beneficiarne anche nei prossimi mesi.

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Appuntamento con i Mercati - I mercati finanziari e l'incertezza politica nell'eurozona - VIDEO

Appuntamento con i Mercati - Mercato obbligazionario torna a scaldarsi: analisi e previsioni per il 2017 - VIDEO

BTP Italia: al via la decima emissione

A pochi giorni dalla scadenza del primo BTP Italia, emesso nel 2012, torna questa tipologia di titoli di Stato, indicizzati al tasso di inflazione nazionale. I primi tre giorni, da lunedì 17 a mercoledì 19 ottobre, saranno riservati ai risparmiatori individuali ed affini, mentre agli investitori istituzionali è riservata la mattinata del 20 ottobre.
Le principali caratteristiche di questi titoli sono: (1) la rivalutazione del capitale con cadenza semestrale; (2) l’indicizzazione all’inflazione italiana e non europea; (3) il collocamento tramite MOT; (4) la protezione dalla deflazione non solo per il capitale ma anche per la cedola e (5) il premio fedeltà per investitori retail che detengono il titolo fino alla scadenza. Resta immutata la novità introdotta nel collocamento di aprile 2014 dell’apertura agli investitori istituzionali, per i quali il collocamento avverrà nella mattina dell’ultimo giorno e potrebbe prevedere un riparto, nel caso in cui il totale degli ordini ricevuti risulti superiore all’offerta stabilita dal Tesoro. Al contrario, per la clientela dei piccoli risparmiatori e affini non sarà applicato alcun tetto massimo, ma i giorni di collocamento potranno essere ridotti a due in caso di chiusura anticipata, come in precedenza. Si conferma la durata di 8 anni, proposta per la prima volta nell’unica emissione del 2015, dai 6 anni dei due collocamenti del 2014.
Con riferimento allo scenario di evoluzione dei prezzi da oggi a ottobre 2024, l’inflazione media annua italiana dovrebbe essere intorno all’1,5%. La cedola reale minima garantita è stata fissata allo 0,35%; la cedola reale effettiva non potrà essere inferiore. Il rendimento nominale lordo, che si trova in prima approssimazione sommando il rendimento reale garantito all’inflazione di periodo attesa, potrebbe essere quindi in area 1,8%.
Considerando gli strumenti alternativi, nominali (BTP 4,5% marzo 2024) e reali (BTPei settembre 2024 indicizzato all’inflazione europea), la valutazione relativa al BTP Italia appare attraente, avendo un’inflazione di break-even (sopra la quale conviene detenere il BTP Italia rispetto agli altri strumenti) di poco superiore allo 0,6%, decisamente più bassa delle nostre previsioni per l’arco temporale di riferimento (8 anni) e leggermente inferiore a quella incorporata nel corrispondente titolo indicizzato all’inflazione europea (sempre in area 0,7%). Detto in altre parole, rispetto a un ipotetico rendimento nominale in area 1,8% (cedolare reale + inflazione attesa) del BTP Italia, il nominale di riferimento scambia oggi intorno all’1,11%. Considerando invece gli strumenti analoghi, ossia gli altri BTP Italia scambiati sul secondario, e ipotizzando una cedola pari alla cedola minima, il nuovo BTP Italia appare in linea con la precedente emissione di aprile 2016.

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OPEC: nessun accordo sul tetto alla produzione ma il petrolio tiene

La riunione dell’OPEC di giovedì 2 giugno si è conclusa senza alcun cambiamento nella politica produttiva. I ministri del petrolio dei Paesi membri del Cartello non hanno raggiunto alcun tipo di consenso sulla regolamentazione del prezzo e della fornitura di greggio, che resta intorno ai 32,5 milioni di barili al giorno: un risultato che ha innescato un calo molto contenuto delle quotazioni petrolifere, che rimangono in un trend positivo. La decisione di non fare nulla cade però in una fase di mercato che sembra comunque mantenere il tono positivo: WTI e Brent, scesi dell’80% fino al minimo a 12 anni segnato a gennaio, hanno recuperato molto nelle ultime settimane (+30% da inizio 2016). Gli operatori appaiono parzialmente rassicurati dall’impegno dell'Arabia Saudita a non inondare il mercato di nuova produzione, limitandosi a confermare l'attuale offerta.

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Fallisce il vertice di Doha, tutto rimandato a giugno

Il veto saudita e l’intransigenza iraniana hanno minato sul nascere qualsiasi accordo. L'Arabia Saudita ha mantenuto la propria posizione intransigente legando il buon esito dell’accordo alla partecipazione anche di Teheran. Lo scenario per il futuro appare incerto: l'assenza di un'intesa potrebbe far stornare ulteriormente i prezzi, azzerando tutto l’effetto positivo generato dall’attesa sul meeting Doha. La nostra sensazione è che per sbloccare questa situazione sia necessario che si formi una fronda di Paesi, anche d’influenza araba, che possa provare a contrastare, nell’OPEC, la scelta saudita, cercando poi all’esterno del Cartello ulteriori alleanze, in primis con la Russia, che possano imprimere un cambio di rotta sulla politica dei prezzi.

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Focus Settore Auto

  • Data pubblicazione 16.03.2016
  • Azioni
Il comparto resta attraente soprattutto sotto il profilo di probabili aggregazioni che darebbero luogo a sinergie di rilievo. Le attese di crescita del fatturato si presentano disomogenee per area geografica: attesi incrementi in Europa, mentre permangono le difficoltà per i paesi latino-americani e in particolare in Brasile, grande sbocco per alcuni importanti gruppi europei; in rallentamento anche il ritmo di crescita in Cina. Il comparto quota a P/E e multipli di Risultato Operativo a sconto rispetto alla media storica e al benchmark di riferimento, a fronte di crescite del Risultato Operativo a doppia cifra per l’anno in corso e in lieve rallentamento nel 2017, pur mantenendo una crescita importante e un PEG favorevole.

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Amazon

  • Data pubblicazione 30.12.2015
  • Azioni
Amazon rappresenta una delle aziende di maggiore qualità all’interno del settore Internet, con una costante capacità di innovazione e con prospettive di crescita in grado di consolidare e aumentare la propria quota nel mercato dell’e-commerce internazionale. Amazon ha registrato ancora una volta risultati societari superiori alle attese, con i dati del 3° trimestre che sono stati trainati dalle vendite registrate con la promozione “Prime” e dal deciso rialzo del segmento cloud; quest’ultima divisione presenta la più elevata marginalità rispetto al business tradizionale di e-commerce. In termini di P/E, Amazon quota a forte premio rispetto ai principali competitor per il biennio 2016-17, a fronte di stime di crescita degli utili da parte del consenso in deciso rialzo. Tra i rischi annoveriamo la quotazione a premio rispetto ai competitor, il contesto competitivo e la correlazione, seppur contenuta, con l’andamento dei mercati azionari in generale.

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Focus Aggiornamento Emittenti

KPN (S&P: BBB-/Stabile; Moody’s Baa3/Stabile; Fitch: BBB-/Positivo)

KPN è una società di telecomunicazioni olandese attiva con una posizione di leadership sul mercato domestico e in Germania attraverso la controllata Telefonica Deutschland. Il mercato olandese, per quanto modesto in termini dimensionali e fortemente competitivo, rappresenta un’area-chiave per il Gruppo che, nell’ultimo trimestre ha realizzato risultati nel complesso soddisfacenti e superiori alle attese. Nel corso del 2015 KPN ha provveduto ad effettuare alcune cessioni e ha promosso una politica finanziaria piuttosto favorevole agli azionisti. Dopo la diffusione dei dati del terzo trimestre, il management ha confermato il proprio outlook per il 2015 e ha ribadito la ferma volontà di mantenere un rating in area Investment Grade.

ORANGE (S&P: BBB+/Negativo; Moody’s: Baa1/Stabile; Fitch: BBB+/Stabile)

I primi nove mesi del 2015 hanno evidenziato un nuovo aumento delle utenze per il gruppo di telecomunicazioni (ex France Telecom) con un consolidamento delle quote sul mercato domestico e elevati tassi di crescita nei paesi emergenti. All’attento contenimento dei costi operativi il gruppo somma la scelta strategica di sostenere ingenti investimenti per lo sviluppo e il miglioramento delle proprie reti. Il terzo trimestre del 2015 ha visto una dinamica commerciale favorevole per il gruppo telefonico, grazie al consolidamento delle nuove controllate in Spagna e Marocco, mentre meno positiva è stata l’evoluzione dell’EBITDA rettificato. Pur operando mercati fortemente competitivi, , Orange ha confermato la guidance per i ricavi nel 2015 e mantiene una posizione finanziaria conservativa, tale da garantire al Gruppo un profilo di rating stabile.

 

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Parmalat

  • Data pubblicazione 12.11.2015
  • Azioni
Il gruppo Parmalat opera a livello internazionale nella produzione e distribuzione di alimenti, quali il latte e i suoi derivati e le bevande a base di frutta. La presenza geografica differenziata del Gruppo e la politica di acquisizioni intrapresa globalmente permettono di controbilanciare i trend di decrescita in alcune aree con la stabilità o la crescita in altri mercati. Tuttavia, l’ingresso in tempi ravvicinati in diverse realtà di paesi in cui l'economia locale è peggiorata in modo significativo sta penalizzando i risultati della società. Parmalat ha chiuso i primi 9 mesi 2015 con una flessione del 25,1% a/a dell’utile a 108,1 milioni di euro e con un fatturato in crescita del 19,5% a 4,74 mld di euro. Avviamo la copertura del titolo con un giudizio Neutrale.

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Focus Aggiornamento Emittenti

DEUTSCHE TELEKOM
Si comunica la chiusura della copertura di Deutsche Telekom. L’ultimo commento pubblicato sull’emittente è disponibile all’interno della pubblicazione Mensile Obbligazioni del 14.11.2014.

BARCLAYS
La banca inglese Barclays è uno tra i principali gruppi finanziari a livello mondiale, con una posizione competitiva forte sul mercato britannico ed una presenza geograficamente diversificata in 50 Paesi. Il gruppo, negli ultimi anni, ha avviato un importante processo di trasformazione per adeguarsi alla nuova legislazione (ring-fencing) che prevede la separazione delle attività di investment banking da quelle bancarie tradizionali.

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Testo modificato il: 11.04.2015